Nuove iscrizioni alunni: attività alternativa alla religione

I genitori degli alunni che hanno effettuato l'scirizione alla classe 1 della scuola primaria e secondaria nell'a.s. 2021/22 e che hanno scelto di non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica sono invitati a compilare entro il 30 giugno il modulo C come da istruzioni ministeriali che trovate al seguente link

https://www.istruzione.it/iscrizionionline/come-compilare-il-modulo-c.html

 

Nuova modalità per le Comunicazioni

Si avvisa il personale scolastico e le famiglie che da oggi, 14 maggio 2021,  tutte le comunicazioni saranno consultabili solo ed esclusivamente attraverso il Registro elettronico nel menu dedicato.

Il Dirigente Scolastico

Prof.ssa Benedetta Ruscica

Aggiornamento casi covid

Oggi, 9 maggio, la Asl ha disposto l'isolamento di una classe e 7 docenti della scuola secondaria (plesso Bixio) a causa di un sopraggiunto caso positivo. 

Congratulazioni ai Måneskin

La scuola è orgogliosa dei suoi ex allievi!

I Prof rispondono: "Quando si ha qualcosa da dire non bisogna stare 'zitti e buoni'!"

Bravi Måneskin!!!!!

Comunicazione orario ridotto

Gentili genitori,

le ragioni che ci hanno condotto a scegliere per i vostri figli, ancora una volta, un tempo scolastico ridotto, sono di natura pedagogica ed organizzativa. Il nostro faro è sempre stato chiaro: fornire un servizio di qualità, garantendo stabilità oraria, continuità didattica ed educativa ai bambini e a alle loro famiglie. In questo particolare momento di emergenza e fragilità, ha assunto un ruolo fondamentale il confronto tra i docenti, preceduto da un'osservazione attenta e sistematica dei bambini. E' prioritario e fondamentale orientare l'azione educativa, partendo imprescindibilmente dalla qualità dell'apprendimento, dai bisogni e dal benessere psicologico ed emotivo degli alunni.

La scuola, in Italia, in questo complicatissimo momento storico, è profondamente mutata, oltre ad essere in sofferenza. Nessuno ha mai immaginato i bambini seduti per otto ore al banco con la mascherina. La nostra Primaria, ad esempio, disponeva in tempi pre-covid di una biblioteca, un 'aula informatica, una palestra, una mensa accessibile a tutte le classi, due cortili agibili e la possibilità di uscite e gite scolastiche.

Ora sfortunatamente l'unico spazio fruibile a tutti è l'aula, fatta eccezione, per un numero limitato di classi, dello spazio mensa. La possibilità di andare in cortile, strutturata secondo le norme di sicurezza, prevede la turnazione delle classi, con il risultato che ognuna vi può accedere per solo due ore nell'arco della settimana. La nostra è una scuola molto grande, con più di 600 bambini (considerando soltanto quelli della Primaria) e, di conseguenza, l'organizzazione degli spazi comuni risulta complicata e articolata su tempi molto dilatati.

Per i bambini il contatto fisico vuol dire affetto, sicurezza, calma, accettazione. In questo particolare momento sono esclusi anche i giochi e le attività didattiche che prevedono contatto. Le pedagogie più moderne sottolineano come imparare sia un piacere innato nei bambini. È importante che la scuola non trasformi questo piacere in uno stress, altrimenti può nascere nel bambino una disaffezione verso lo studio, che può condizionare la qualità degli apprendimenti successivi, che diverranno un dovere, con una dimensione mnemonica preponderante, una cultura di nozioni non integrate con la propria personalità, senza capacità critica nelle discipline. In un contesto così nuovo, con regole completamente diverse, non c’è dubbio che a subire di più il cambiamento siano i bimbi, che cercano per istinto il contatto, l’abbraccio, la relazione diretta. Tutto questo, secondo la lettura pedagogica del corpo docente, non è assolutamente da trascurare. Con un certo rammarico spiace anche constatare che siano spesso soggetti che non vivono in prima persona la scuola, ad intervenire, in modo inopportuno, in merito a situazioni non conosciute: la classe è una realtà che solo gli operatori scolastici conoscono e gestiscono in prima persona, concretamente, eppure sono spesso gli ultimi ad essere interpellati.

La scuola Primaria è un organismo complesso che basa la sua esistenza sulle relazioni fra le persone. Gli apprendimenti corrono e scorrono grazie alla costruzione di relazioni positive; i contesti devono essere inclusivi, accogliere le differenze come forma di arricchimento individuale e collettivo; tutto questo è scuola e scuola Primaria in particolare. Anche l'assetto didattico è mutato molto. Basti pensare che, molte delle strategie educative messe in atto un tempo dal corpo docente, sono ora del tutto irrealizzabili. I docenti non possono più adottare una didattica laboratoriale o cooperativa, ad esempio, così come si vedono costrette a rinunciare ad attività manuali o legate al canto. La lezione è divenuta quasi esclusivamente frontale. Ma questa strategia, appunto, è solo una minima parte dei metodi che possono mettere in campo i docenti. La classe è un organismo vivo, composto da persone che interagiscono fra loro: come? Attraverso la vicinanza fisica. Un alunno di prima ha bisogno di essere corretto quando impugna la matita mentre è alle prese con i primi segni grafici da riprodurre, ha bisogno di un tocco lieve sulla spalla di incoraggiamento, di contenimento delle proprie emozioni, ha bisogno di cogliere lo speciale rapporto con le sue insegnanti, e questo non può prescindere dalla vicinanza. Oggi è diventato tutto più difficile e quel rapporto speciale viene soltanto parzialmente sopperito dall’uso delle mascherine, che permettono ai docenti di essere fra i banchi, di esprimere la loro presenza anche occupando lo spazio fisico dell’aula.

Per tutte le ragioni elencate, costantemente osservate dal corpo docente, la Comunità educante ritiene fondamentale rispondere, ancora una volta, a supporto dei bisogni dei bambini, attraverso un tempo scuola ridotto. Chiedo che vengano riconosciuti rispetto e considerazione per il lavoro dei docenti e, per l’impegno degli alunni e della loro straordinaria resilienza, in questo momento così complicato. Oggi più che mai l’equilibrio relazionale, pedagogico, educativo, psicologico, organizzativo, che si è costruito nelle classi, grazie alle famiglie degli alunni, dei docenti e del personale Ata è fragile e non va messo in pericolo alimentando discussioni inutili e dannose.

L'Istituzione e gli insegnanti stanno lavorando da settembre affinché la Comunità educante continui a svolgere la sua imprescindibile azione educativa e formativa, ma anche ad offrire un contesto di crescita sicuro, con garanzia di stabilità nell'orario scolastico. Per tale ragione si è reso necessario operare una riduzione dell'orario scolastico, favorendo la costituzione di una significativa “rete di solidarietà” nelle sostituzioni. Rispetto al passato infatti, e a causa dell'attuale normativa in materia di covid, molti docenti, anche in presenza di sintomi molto lievi, sentono il dovere e l'obbligo morale di rimanere a casa. Pertanto, considerato anche il numero elevato di docenti all'interno della scuola, l'istituzione si trova spesso ad occuparsi delle sostituzioni del personale assente. Grazie ed attraverso questa rete di solidarietà, tutti i docenti hanno messo a disposizione più di un quarto del proprio orario lavorativo, al fine di garantire, appunto, continuità educativa e didattica.

Il Dirigente scolastico

Prof. Marco Scicchitano