Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Privacy

Lettera ai genitori

Gentilissimi genitori,

nel salutare l’intera comunità scolastica dell’Istituto, che quest’anno avrò il piacere di dirigere, succedendo al professor Reale (che ho avuto modo di conoscere e di apprezzare per il lavoro svolto), sento il dovere di condividere con voi alcune riflessioni. Sappiamo che ci attendono mesi di difficile gestione delle attività didattiche, con problemi di vario genere dovuti alla necessità di garantire, nonostante il pericolo della diffusione del contagio epidemiologico, lo svolgimento delle lezioni in presenza. Si tratta di una sfida che dobbiamo assolutamente vincere nell’interesse esclusivo dei nostri figli, a cui va garantito il diritto allo studio sopra ogni cosa. Per questo vi chiedo di collaborare con la scuola, affinché si riesca insieme a risolvere le diverse problematiche che al momento impediscono di gestire serenamente questa fase iniziale. Come sicuramente avrete saputo, proprio per garantire le lezioni in presenza, sono state adottate delle misure straordinarie per il contenimento del rischio da contagio che noi tutti abbiamo il dovere di far rispettare, contribuendo, ciascuno per la parte che gli compete, a evitare che la situazione precipiti e si torni giocoforza alla didattica a distanza. Per cui mi raccomando di osservare tutte le precauzioni necessarie, in primis il controllo della temperatura dei bambini al risveglio, evitando assolutamente di farli venire a scuola in presenza di un valore superiore a 37,5 gradi (ma forse sarebbe meglio tenerli a casa anche con un valore superiore a 37) o con sintomatologia da tosse, raffreddore o mal di gola. Sappiamo bene che la trascuratezza di un solo soggetto potrebbe determinare conseguenze talmente gravi per la comunità scolastica da far sospendere tutte le attività. Confido pertanto nel vostro senso di responsabilità e vi chiedo di prestare la massima attenzione ogni giorno, al fine di poter continuare a svolgere le lezioni in aula.

Vi confesso che mi risulta difficile e particolarmente gravoso affrontare questo tipo di discorsi, se soltanto ripenso a quello che normalmente si dovrebbe programmare a inizio di anno scolastico. Tuttavia, ritengo che attraverso uno sforzo comune riusciremo a superare questo terribile momento, concentrandoci poi su altro genere di attività che vorrei proporvi a breve scadenza.

Innanzitutto, vi anticipo l’intenzione del corpo docenti di intitolare la nostra scuola e toglierle quella denominazione stradale che sinceramente non credo possa rappresentare la tradizione del nostro Istituto. Abbiamo poi in cantiere una serie di progettualità, che vanno dal campo umanistico a quello scientifico-tecnologico, e che contribuiranno ad arricchire l’offerta formativa.

Per quanto riguarda l’organizzazione interna, abbiamo creato delle figure di riferimento per l’intero Istituto, che potranno ricevervi e ascoltare le vostre richieste. Si tratta di persone nuove che si sono messe a disposizione per migliorare i rapporti con genitori e alunni. A tale riguardo, abbiamo pensato anche a uno sportello di ascolto per i ragazzi della scuola secondaria e per tutti i genitori.

Sono convinto che riusciremo a superare la fase di emergenza e a costruire insieme un percorso di crescita. Del resto, anche i nostri genitori o i nostri nonni hanno trascorso un anno scolastico molto difficile, quando la città di Roma, nel settembre del 1943, fu occupata dai nazisti; ma nonostante ciò hanno saputo affrontare con coraggio nove lunghi mesi, prima di festeggiare la liberazione. La nostra resistenza, invece, sarà contro un nemico invisibile, che riusciremo a sconfiggere soltanto se saremo alleati.

Prima di concludere, vorrei lasciarvi un pensiero di Giacomo Leopardi, tratto dallo Zibaldone (976), sulla necessità di ritornare all’arte della vera scrittura, tralasciando alcune forme riduttive e diseducative che purtroppo i nostri ragazzi, attraverso l’uso del cellulare, stanno imparando a usare:

La scrittura dev’essere scrittura e non algebra, deve rappresentar le parole coi segni convenuti; e l’esprimere e il suscitare le idee e i sentimenti, ovvero i pensieri e gli affetti dell’animo, è ufficio delle parole cosí rappresentate. Che è questo ingombro di lineette, di puntini, di spazietti, di punti ammirativi doppi e tripli, che so io? Sto a vedere che torna alla moda la scrittura geroglifica, e i sentimenti e le idee non si vogliono piú scrivere ma rappresentare; e non sapendo significare le cose colle parole, le vorremo dipingere o significare con segni, come fanno i cinesi, la cui scrittura non rappresenta le parole, ma le cose e le idee. Che altro è questo se non ritornare l’arte dello scrivere all’infanzia? Imparate, imparate l’arte dello stile, quell’arte che possedevano cosí bene i nostri antichi, quell’arte che oggi è nella massima parte perduta, quell’arte che è necessario possedere in tutta la sua profondità, in tutta la sua varietà, in tutta la sua perfezione, chi vuole scrivere. E cosí obbligherete il lettore alla sospensione, all’attenzione, alla meditazione, alla posatezza nel leggere, agli affetti che occorreranno, ve l’obbligherete, dico, con le parole e non coi segnetti, né collo spendere due pagine in quella scrittura che si potrebbe contenere in una sola pagina, togliendo le lineette, e le divisioni…”

Un caro saluto.

Il Dirigente scolastico

Marco Scicchitano

Allegati: